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19 dic 2006

Nizza


Fumo in continuazione ma l’alba non arriva. È sempre così… i pensieri sbordano. La testa mi fa male, mi si comprime fino all’esplosione. Attimo passato, non ci penso più… mi alzo, per un attimo trovo naturale barcollare… arrivo al davanzale e guardo giù. Non c’è nessuno in strada, solo l’afa e qualche emarginato fanno compagnia al silenzio, che ci avvolge caldi.
Se ci ripenso sono brividi. È assurdo. Sono qui ok, ma la mia testa, il mio spirito e il mio cuore sono incatenati nel passato di una sera con te. Attimi fuggiti e tu non ci sei più. Sei scivolata dalle braccia per confonderti nell’insieme sconosciuto di luoghi a me lontani. Tu te ne sei andata, mentre io sono rimasto. Rimasto là. Fermo, immobile, senza respiro. Vivo nella malinconia di un abbandono, nell’ossessione perduta di un ritorno, nell’attesa costante di rivederti.
Qui è tutto assurdo… sto male, anche questo mondo artificiale che mi circonda, l’avanzare indotto, il procreare nuovi individui, leggi e regole artefatte, il
prototipo di menzogna standardizzato per una massa noncurante, e il tempo… questo tempo bastardo che se ne corre lontano, come te, indifferente, incessante, questo tempo, che sfugge e che si lega allo spazio, per formare il mondo in cui vivi… per darti una sensazione di debolezza, inadeguatezza.
Apro il frigo, prendo l’ultima bottiglia di birra. La mescolo col
whisky e inizio a bere… a berne.
La stanza mi va stretta, il buio, il silenzio, guardo fuori, guardo l’orologio, il tempo passa e io rimango fermo, sento che sto per vomitare… nemmeno mi sforzo… mi accendo un’altra sigaretta. Vorrei morire, non sarebbe male… Mi lascio cadere sul tappeto, inerme.
Mi si crea davanti un’immagine artificiale, un po’ sfocata e lenta. È questo istante, in cui rifletto la tua assenza, in questo momento posso affermare che la mia vita fa schifo, non mi piace, ma questo mondo va avanti lo stesso… senza cogliere il mio rigetto, incurante del mio abbandono.
Forse riesco a dormire, rimango privo di luce.

Quando mi risveglio non va sicuramente meglio, ad essere sinceri non va proprio per un cazzo.
Mi alzo a fatica, e mi accorgo che fuori è l’alba. C’è un po’ di vento che fa girare l’aria, respiro e sento in bocca un sapore che non mi piace. Con indifferenza riconosco la mia immagine allo specchio… non posso rimanere nella stessa stanza di quella persona. Mi lavo la faccia, prendo la giacca ed esco di fretta.
Fuori l’aria e fredda, il sole deve ancora iniziare a scaldare, mi alzo il maglione fino al naso, l’ho sempre fatto fin da piccolo, adoro respirare lì sotto.
Cammino sui marciapiedi con passo veloce, sto scappando da una notte d’inferno, attraverso le strade con fretta, Boulevard Gambetta, Boulevard Victor Hugo, Rue Bottero, Rue des Potiers e poi finalmente lo intravedo…
Il mare, il mio mare, almeno lui c’è sempre…
I vapori caldi di una città che si risveglia, il profumo dolce di pane e croissant, la luce del nuovo giorno che ci anima, le persone che si affrettano indaffarate, la possibilità di correre incontro al mare, adoro Nizza è una città che ti fa sentire la sua anima, soprattutto al mattino. Credo che sarebbe bello se fosse sempre mattina, sempre un risveglio, una riscoperta, la certezza di un nuovo giorno, ora mi viene da chiedermi quanti giorni ho dato per scontati o quanta gente vede l’alba come l’inizio di una nuova “violenza”, lo trovo assurdo, trovo assurdo non gioire di tutto questo… lo ammetto è un periodo di merda, ma non posso rimanere indifferente alla bellezza di un nuovo giorno in questa città incantata, che mi riporterà presto a ricontrarti, che mi riporta il mare… che mi da luce.
Sono un ragazzo in “fuga”, sono uscito dalla mia vita per inseguire sensazioni attenuate da anni passati in schemi e rigidità, sono fuggito dall’Italia, dagli affetti e dalle conoscenze banali, sono andato, senza spiegazioni o annunci, così… con la naturalezza di una foglia che in autunno decide di togliersi dal ramo, senza clamore, arrivando in un luogo che non era un mio spazio, non avevo pensato a questo per me, a dire il vero non avevo pensato a nulla, per la prima volta ho lasciato il fiume scorrere e mi sono ritrovato a vivere la mia vita, come doveva essere,
spogliata dalla banalità, senza l’ordinaria abitudine di cose ripetitive e conosciute, ho rischiato, e lo faccio tutti i giorni, da solo, senza dover chiedere il permesso, senza il sapore acre dell’ipocrisia, senza l’inutile massa di conoscenze vuote, che ti sostengono quando dentro sei privo di tutto quello che ti serve, e cioè del tuo semplice e trasfigurato “io”, ma così unico e fondamentale che non si deve mai, neanche per un attimo mescolarlo alla banalità che questo sistema c’impone… siamo troppo unici e belli per adattarci, per scendere a compromessi… troppo difficilmente complessi per essere snaturati da fredde costrizioni, no. Basta. Ho deciso che lotterò sempre e solo per me, starò dalla mia parte, sempre, anche il giorno in cui tu sarai fuoco… e io no. Non cercherò di piacerti o di affascinarti con recite mediocri e scontate… ma lascerò le cose andare per la loro strada, naturalmente, mi lascerò andare, libero… e se sarà destino ci troveremo… liberi…
Immerso a pieno nei miei folli pensieri di libertà e senza rendermene conto sono sulla spiaggia, c’è una splendida giornata primaverile che sta per venire a salutarci, il cielo terso/pulito/limpido si mescola con l’azzurro lucente di questo mare incantevole, e attende inebriato l’immediato arrivo del sole. È tutto stupendo, ma mi prende un attimo di tristezza, non voglio passare un altro giorno senza scorgere il tuo sguardo, non voglio un’altra notte d’inferno immerso nel dolore che mi hai lasciato andandotene via così… senza una parola. C’è una continua evasione di respiri vitali da luoghi amici… è pazzesco.
Mi chino, ormai ho i piedi in acqua, raccolgo una conchiglia che aveva da tempo attirato la mia attenzione, la metto in tasca, mi volto e per un attimo mi assalgono forti brividi, è un secondo ma non mi molla…

“Mi manchi” ho deciso di dirlo, ad alta voce, scrutando il mare.

“Ho una cosa per te, ora, ho deciso che oggi te la farò avere!” sempre più deciso.

“Oggi lo dedico a te.”

Mi volto e parto alla ricerca, potresti essere ovunque, ma non m’importa. Ci sei e questo è importante. Importante per me.

6 commenti:

Luisa ha detto...

Sicuramente non sono io la persona che ti manca cosi...ma sappi che a me manchi tanto..Sei ad ogni giornata che passa, sei nei miei pensieri e nei luoghi dove vado, tutto mi ricorda te.Ci sei e sempre ci sarai...
Ci sei ad ogni canzone che sento, ad ogni sorriso che faccio ed in tutte le lacrime che verso...Perche ci sei cosi?!Ti penso.Sempre.Sei Grande perche sei Juri Fornalè!

sydhera ha detto...

E' incredibile... eppure il tuo respiro c'è. Ed è strano, unico, sentire tutti questi sapori nelle tue parole. Riesci a fissare su "carta", riesci a "rinchiudere" nelle parole, nei pensieri cose che è quasi impossibile anche solo concepirne l'esistenza.
Mi rispecchio un po' nel tuo modo di ragionare... quasi è una lenta ascesa. E' come se dal più nero abisso senza rendertene conto, rimanendo col corpo nell'oscurità, cominciassi a risalire coi pensieri, con l'anima, con le pupille che piano si dilatano fino a catturare ogni più sottile lama di luce. Quasi fosse naturale. Impressionantemente naturale. E dico quasi perché nel mondo in cui viviamo, la naturalezza ha perso il suo significato, il suo valore e la sua ricchezza assoluti. Ha perso tutto, ha perso la sua corrente, il suo fluire. Solo perché "tutti" vanno verso una direzione non vuol dire che quella sia la "corrente". I salmoni vanno tranquillamente controcorrente, ma nella loro totalità nel loro pensiero, è assolutamente "naturale". Ma è davvero l'abbandonarsi completamente al fluire della vita? A quanto pare no... Comunque... questa, in te... è forza, è la delicata forza di vivere che non violenta niente e nessuno, ma è la matrice, l'energia che ci spinge a continuare, nel bene o nel male. Sei una di quelle persone che ha deciso di vivere il proprio dono. Mentre troppi ormai, vi rinunciano ogni giorno.
Il sapore di ogni lacrima, è salato quando l'immensità del mare.
C'è solo da guardare senza troppi fronzoli... senza tutti quei labirinti che siamo abituati a crearci... c'è... così poco.
Eppure ci siamo fissati di arrivare dal complesso al semplice. Quando il semplice non ha assolutamente bisogno del complesso...
E tutto svanisce, rimani solo tu e il mondo davanti ai tuoi occhi, pronto e desideroso di essere gustato in tutta la sua bellezza.
Ti ammiro molto... perché hai accettato e accolto dentro di te un po' di quella bellezza. Non passa inosservata.
A presto...

Anonimo ha detto...

Le tue parole così vive...
ti leggo e mi perdo in ogni riga..
ti immagino...e mi sembra di vivere dentro ciò che scrivi...
"MI MANCHI"
Forse non riuscirò mai ad ammettere quella parola...solo perhcè riguarda qualcosa di cosi malsanamente forte?
e continuo senza ascoltare il mio percorso...costruendo ciò che posso per un futuro migliore...
Grazie...
lovehatelove

Juri ha detto...

sydhera sei un angelo... parole toccanti, ti ringrazio.

lovehatelove, non mollare mai, sei sulla strada giusta.

cara Luisa, non so chi tu sia, ma grazie molte per l'affetto e per i pensieri, l'importante è che ci sia sempre un sentimento positivo... tutto il resto il tempo se lo porta via.

GRAZIE ANCORA. J.

Jole ha detto...

coraggioso... affronti tutto da solo... io so che non ne sarei capace. Di lasciare tutto e tutti e vivere una cosa solo mia. I periodi di merda capitano e ci devono essere, si dice che ci insegnano ad apprezzare di più le piccole cose, come una conchiglia sulla spiaggia, un pensiero che ci accompagna, il sole che si riflette sul mare o anche il semplice silenzio e penso sia vero. NOn dobbiamo però farci imprigionare ... Buona giornata Juri :)

valentinademelas ha detto...

Auguri di cuore! Buone feste e un fantastico 2007!
Un bacione! Valentina