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12 dic 2006

inverno

Sono l’estensione naturale di questa pioggia che scende fredda, mi scivola addosso, dentro, nell’anima, cola dalle braccia, allungandole, dalle labbra, rubando pensieri. Dai capelli…

M’inabisso, scroscio su ogni cosa, m'infrango e accarezzo,
arrivo su di te con una dolcezza ghiacciata.

Io sono l’Acqua.

Non cercare il mio sguardo.
Lasciami in frantumi su questi scogli, allontanati, non voglio attraversarti.

L’accrescimento del mio spirito parte dai tuoi occhi.

Dilato le mie percezioni.

I miei piedi nudi si fondono con la sabbia fredda in un perverso gioco d’amore.
Il temporale insiste, mi seduce, incatenandomi a questo scorcio di eternità.
Il freddo ti porta lontano da me.

Non vivrò mai più,
resterò l’immagine di un inverno che ormai hai dimenticato

una cartolina in bianco e nero, un grido muto
che frantuma le tue lacrime
prive ormai del dolore che le ha generate.

Tu non lo sai,
ma sono con te
mi tuffo nel tuo mare
negli abissi delle tue dolci follie
sono con te quando ti scontri con inevitabili paure
sono nell’incertezza, nella finta solitudine
nelle decisioni difficili di notti ingannevoli
sarò lenzuola sconosciute
e tazze di the caldo in mattine passate a riordinare la vita.

Amplifico ogni mio gesto
per offrirlo all’eternità dei nostri incroci.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Non cerco il tuo sguardo, ma il nostro destino sempre si incontrerà..In ogni pensiero e gesto io ci sarò..sempre, anche se non vuoi...

sydhera ha detto...

wow...

Juri ha detto...

grazie sydhera commento graditissimo. J.