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15 nov 2007

Di tutto quello che vorrei "sentire" tu ci sei.

Lontana, qui, nella quiete… conseguenza di una lacrima.

Sono rimasto solo.

In mezzo a tutto questo nulla. Solo…

A piangere, aride gocce che mi solcano un viso troppo stanco per accettare tutto questo…

L’insostenibile senso d’inesattezza, questo equilibrio mancato che mi tormenta, ardo intensamente inutili simulazioni, dolori solo accennati e poi abbandonati all’inutile oblio di ricordi atti solo ad appesantire un’anima troppo afflitta per risalire da sola. Sto affondando inesorabile nel profondo del mio vuoto interiore… ci ho provato… tante volte… ma tu non c’eri e io da solo sono poco...

Ci ho provato ma sto cadendo… solo.

juri



Noi pensiamo molto meno di quanto sappiamo. sappiamo molto meno di quanto
amiamo. Amiamo molto meno di quanto si possa amare.
E così siamo molto meno di ciò che siamo.

Laing

09 ago 2007

Vite diverse...



Nella mia vita ormai catalogo moltissime persone sotto la dicitura marmo.

Infatti queste persone sono come piccoli blocchetti di marmo, perfetti lucidi, inattaccabili e solidi.

La loro prerogativa è che in unione con altri blocchetti identici a loro possono formare una lastra di marmo, solida e ben amalgamata. E quando si uniscono queste persone si sentono invincibili e non temono nulla, riescono a scontrarsi con qualsiasi cosa senza il timore di subire danni… alle volte quando lo scontro è forte magari qualche blocchetto non ce la fa e rimane scalfito, ma la lastra è ben solida e arriva a destinazione… sempre.

Non hanno tempo da perdere si vuole tutto e subito e senza discussioni.

Attenzione, nulla può intaccare l’obbiettivo della lastra e nulla viene recepito o filtrato ai blocchetti perché tutto scivola addosso al marmo e tutto passa in secondo piano rispetto all’obbiettivo comune.


Io invece, mi sento più rappresentato da una piccola spugna, naturale, leggera, unica se vogliamo, piena di spazi vuoti, ma ricca di sostanza. Pronta a prendere forme diverse, ad assorbire tutto ciò in cui s’imbatte per caso, per gioco… per vivere.

La spugna viaggia da sola, portata dal vento.

Non ha un obbiettivo specifico.

Alle volte gli succede d’intrecciarsi con altre piccole spugne, simili a lei, gli capita di sporcarsi, o di strapparsi, capita spesso però che sia lei a decidere di donare un po’ di se, per la vita, e all’ora si lascia strappare via un pezzo, senza pretendere nulla.

Altre volte invece prende senza domandarsi se le piacerà. Tutto ciò che gli capita è bellissimo, infondo lei non ha chiesto nulla, assorbe tutto senza risparmiarsi e alle volte rimane intossicata dalla cattiveria che aleggia intorno a lei, altre volte gli capita di rimaner estasiata dalla tanta bellezza che le offre la vita.

Quando una spugna incontra il ghiaccio sa che dovrà attendere, ma per lei il tempo non è un problema, conosce il corso naturale delle cose.

E quando sul suo cammino trova il marmo, non ha paura, semplicemente lo ignora, la spugna sa che non deve cercare di adattarsi a mondi che non gli appartengono, finirebbe per perdere la sua utilità.

Altre volte,

perché è una spugna “fine”,

lucida il marmo e lo fa splendere, brillare… come non ha mai brillato prima, lo fa sentire la cosa più importante del mondo, perché alla fine di questo ha bisogno il marmo, ma è solo un attimo, appena la spugna riprende il suo cammino il marmo torna alla sua commedia e ricomincia a prender polvere, ricomincia il grigiore… ed anche se il marmo è convinto di essere sempre la cosa più importante del mondo, dentro inizia a sentire il freddo… leggero, pungente, arriva senza fare rumore, come una nevicata in gennaio… e senza accorgersene il marmo inizia a pensare sempre di più alla spugna, la vorrebbe imitare, seguire… catturare, amare… ma lui è stato plasmato come marmo e non sa cosa sia una spugna…

non la capisce, la vuole ma non sa…

e per il semplice fatto di non riuscire a comprendere e il non riuscire ad essere, il marmo si irrita e trasforma il suo desiderio d’amore in odio…

rimanendo infelice per sempre e condannandosi per l’eternità a pensare alla spugna, nei momenti belli arriverà perfino a sognarla e nei momenti bui lui finirà per odiarla ed imprecare contro di lei…

... Quando vuoi davvero l'amore, lo troverai che ti aspetta.

Oscar Wilde

16 lug 2007

I'm


L’abituarsi ad un emozione, sul treno ieri ti ho sognata.

In quel vagone.

Ti ho voluta.

Il ricordo.

L’attesa.

I discorsi di persone che io non volevo.

Attimi infiniti e poi tu.

Pelle contro il mio pensiero.

Inerme forza per provare a fermare l’inevitabile.

Svolgersi di te. Su di me.

Ti amo. Inevitabile paura.

Ti amo. Falso pregiudizio.

Ti amo come colore fresco che cola su una tela candida. E subito dopo divento un sigaro.

E fumo voluttuoso tra le umide labbra di un dott. di Londra. Soffice e sinuoso m’infilo nella lieve stempiatura brizzolata. Sono la nera lana del suo dolce-vita.

Sono il ghiaccio nel bicchiere di Brandy.

Sono il tuo ultimo orgasmo.

Sono altro ma non te lo dico.




Sono la farfalla della morte.

Sono una madre che ha paura di suo figlio.

Sono il dolore.




Ti cercherò quando un giorno riderai di me.

Senza saperlo.

Ad una tua amica tu parlerai di me.

Senza soggetto.

Senza verbo.

Senza “esistere” io sarò impresso nelle tue parole.

E in quel momento diverrò pietra.




Sono nei tuoi sguardi.

Sono un controsenso.

Sono pane e velluto.

Sono le luci di un porto lontano.

Sono un cerchio.

Sono il colore giallo.

Sono un arco senza frecce.

Sono la tua paura.


06 lug 2007

venere



Smettila di giocare con il telefono


importuna me


si ti sto sfidando amante indiscreta

voglio violare i tuoi segreti

levati dal torpore della mediocrità


sei nata per godere


tu ed io

un diversivo penetrante

giocheremo con l’anima

e ciò che non conosciamo


ci ammirerete sconvolti

senza sapere


la tua sfacciata curiosità

c’impegnerà molto


sarò un intruso felice

dentro la tua gioia


sempre in viaggio

libere incognite che inseguono la primavera

con il bagaglio leggero

senza meta


disubbidienti


trasgressivi


profanatori


e quando finiremo la notte

ti ammirerò

nuda

mentre cerchi la tua pace

e non riuscirò a dormire

perché dovrò scrivere di te


solo per te


che sei nata per godere



27 giu 2007

tu


10 piccoli passi

e mi dimentico delle mie tante vite


10 piccoli passi

verso di me

li realizzi piano, incurante,


10 piccoli passi

e inizia a piovere

in un istante ritorno a vivere,

ti avvicini e mi sfiori.

“Dove hai imparato quel sorriso?”


Dolce, lenta.

Non finirà mai niente.


10 piccoli passi

E questa piazza svanisce

Il mondo fugge

Rimaniamo soli


Io

Te

E 10 piccoli passi

18 giu 2007

rubo

Ti ho chiamata, oggi, per rubare un po’ della tua voce,

prendere il tuo respiro,

un attimo

e le tue parole sono mie, le lego a me,

nell’eterna lotta che racchiudiamo in un singolo istante, ho preso tutto, avido di desiderio,

sfilo piano le immagini che crei in me, assimilo i tuoi concetti, ti ascolto e colgo ogni piccola sfumatura rendendolamia, per sempre…

è questo che faccio ogni giorno,

io rubo

rubo tutto ciò che trovo,

suoni immagini colori profumi momenti desideri rimorsi rimpianti sogni persone luoghi attimi…

io passo e ripulisco tutto,

frenetico impaziente morboso,

riesco persino a rubare del tempo,

smanioso come sono di vita,

rubo l’attenzione di sconosciuti

particolari di conversazioni amichevolmente frivole che scivolano in pomeriggi noiosamente passati in un caffè

rubo un tuo saluto quando ti cerco insistentemente con gli occhi

rubo le coccole della mia mamma

rubo piazza erbe al tramonto

Verona di notte

rubo le canzoni di Mina solo nella mia stanza

rubo il tuo sorriso quando mi guardi

rubo ogni cosa che mi leghi a te

gelosamente

rubo

Sarò per sempre dannato costretto come sono ad inseguire un nuovo presente,

tutto ciò che ho preso in fondo non l’ho più,

tutto ciò che credevo di possedere è solo un attimo,

che passa, veloce…

sarò sempre un esule che fugge per trovare…

e tutti gli attimi

le gioie

i sogni

i momenti vissuti

diventano inesorabilmente passato

forse un giorno riuscirò a fermarmi e capirò che non esiste blu, senza giallo e arancione

e che per la perfetta mescolanza delle tinte ci vuole tempo – calma – passione

forse un giorno tutto questo finirà e smetterò di rubare,

per ora mi accontento del tempo che ho preso a te…

24 mag 2007

lettera aperta

Ci avete traditi.

Delusi.

Inguaiati.

Ora noi non sappiamo più che fare. Cosa è giusto… dove andare.

Noi, i ragazzi del consumismo.

Noi, i ragazzi dello zoo occidentale.

Viviamo nelle metropoli, popolate da ricchi lavoratori civilizzati, non ci manca nulla, possiamo comprare tutto, siamo sempre calmi e obbedienti, fieri di appartenere…

il nesso ce lo spiegherete poi…

Leggeri, veloci, spesso “scontati”

Una generazione Avanti, tutti con il telefonino, il portatile, il satellitare, la parabola, tutti informati di tutto, giornali, internet, blog, ansa, telegiornali, ultima ora…

tutti tranquilli, perché tanto ormai non ci scappa niente.

Noi, che desideriamo tutto ciò che costa troppo.

Noi, che non abbiamo idea di cosa vogliamo.

Noi, che crediamo a tutto ciò che ci avete venduto come buono.

Noi, che desideriamo una vita migliore

guardiamo al mondo con la speranza di chi non vuole mollare

e ci facciamo prendere alla sprovvista quando dobbiamo anche solo giocare con la vita

ci spaventano i valori, le persone vere, i folli…

abbiamo paura di tutto, e il terrore del diverso,

vorremmo che il mondo intero ci assomigliasse… tutto uguale, tutto bello, tutto buono…

non crediamo a nulla che non sia uguale a noi

cerchiamo lo standard, il metro di paragone delineato dalla società…

Sappiamo tutto… con un clic.

Non c’interessa nulla realmente,

ci definiamo razionali, e ci colpisce il “flirt” finito in prima pagina…

teneri

ci definiamo irrazionali, e controlliamo il nostro conto in banca ogni mattina…

ansiosi

ci definiamo, ma il metro di misura è errato…

Cosa stiamo diventando?

Verso cosa stiamo correndo?

Se mi giurate tutti che è questo ciò che vogliamo allora ce lo meritiamo

Deleghiamo la nostra vita in ogni istante, chiediamo alla tv di informarci e intrattenerci, alle radio di distrarci, al governo di guidarci, alla banca di amministrarci, ai nostri amici di sostenerci nei momenti di bisogno, ai nostri pater di amarci…

e a noi non ci rimane che lamentarci, inermi davanti al nulla delle nostre decisioni.

Comodi, paghiamo, ci lamentiamo e ci nascondiamo, senza mai metterci veramente in gioco, senza provarci… senza lottare.

Si percepisce chiaro il grado di squilibrio.

Il traffico, gli orari rigidi, le città sempre meno a misura d’uomo, lavori massacranti, lavori inutili, bugie… sempre. Ovunque, siamo arrivati al punto di mentire a noi stessi per spingerci ad andare avanti… come se fossimo obbligati a farcela, ad arrivare. Ma dove?

Mentiamo sul lavoro, ogni giorno, tutti sappiamo perfettamente tutto… quindi giù la maschera, per favore, sorrisi inutili con colleghi insostenibili, discussioni leggere ad ogni dove, pur di non affrontare argomenti in cui ci si deve schierare, con la paura di dover mettersi in gioco o di trovare qualcuno che la pensa diversamente da noi, parliamo di calcio, di televisione e di disgrazie.

Smettiamola con i sorrisi falsi e le sceneggiate da Oscar, si recita a teatro non nella vita di tutti i giorni.

Fallimento totale.

Difendiamo la natura, ma la natura si saprà difendere da sola.

Iniziamo con il difendere noi stessi, ad amarci solo un po’ di più.

Siamo noi al centro dell’universo in questi anni… e ci stiamo cancellando.

Siamo destinati a finire.

Ma questo non interessa.

siamo le rappresentazioni viventi del potrei ma non oggi…

lasciamo andare gli anni migliori con la speranza che…

tutto ha una fine, nulla è per sempre. Dovremmo iniziare a pensarlo anche su di noi.

L'uomo consiste di due parti, la sua mente e il suo corpo. Solo che il corpo si diverte di più.

La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi.

18 mag 2007

juri

... Sa, è molto bella l'immagine di un proiettile in corsa : è la metafora esatta del destino. Il proiettile corre e non sa se ammazzerà qualcuno o finirà nel nulla, ma intanto corre e nella sua corsa è già scritto se finirà a spappolare il cuore di un uomo o a scheggiare un muro qualunque. Lo vede il destino ? Tutto è già scritto eppure niente si può leggere ...

23 gen 2007

solo

e rientrerò da solo, anche questa sera...

passerò sopra i discorsi inutili delle persone, e mi ritroverò a scalare i miei pensieri...

privo di forza, privo di gioia... non soffrirò nemmeno, me ne starò lì, fermo, ad attendere un'altra, lenta, agonia...

ti cercherò per sempre,

dentro i passi nella notte ritroverò i tuoi occhi...

e la tristezza sarà mia assidua compagna mentre percorrerò le strade che ti riportano a me...

il sorriso non troverà più spazio e solo mi lancerò in un mare di vita,

dove non arriveranno zattere a sorreggermi quando stanco mi lascerò morire.

11 gen 2007

vattene

“…non quest’amore affranto,
neanche per un istante lo trascinerò,
esso è libero e così rimarrà, nei tempi.
Vattene per non tornare,
vattene per restare,
e se all’alba del nuovo giorno ti troverò vicino,
resta per non andare…
mai volontà fu meglio fatta.
Mai un amore dalla roccia lo si può lavare…
Per cambiare,
un fiume denso riporterà la nave,
arriverà la luce
attenderai
e troverai la chiave…
io ti amo infinita fanciulla.”